Anjali Project propone interventi modulari e flessibili, pensati per adattarsi ai diversi contesti operativi delle organizzazioni.
Promuoviamo pratiche che rafforzano le risorse individuali e collettive, la qualità relazionale e una cultura organizzativa attenta alla staff care, come componente essenziale dell’impegno umanitario, dei diritti umani e dell’intervento sociale.
Nel tempo, ai programmi di Anjali Project hanno partecipato, sia in presenza che online, persone provenienti da diverse organizzazioni: ActionAid, Azione contro laFame, ACRA, CBM, COSPE, Greenpeace, INTERSOS, Labirinto Cooperativa Sociale, Mediterranea, Nove Caring Humans, Oxfam Italia, Save the Children, Fondazione Peter Pan e Terra!.
Ogni percorso viene strutturato in base al numero di partecipanti, alla disponibilità di tempo, al livello di esposizione alla compassion fatigue e allo stress, e al setting logistico.
Modalità di collaborazione _ in presenza e online:
Beneficiari
Ogni ruolo comporta specifiche responsabilità e carichi. I percorsi di Anjali Project sono pensati per accompagnare le persone che operano, a diversi livelli, in contesti caratterizzati da elevata complessità relazionale, decisionale e valoriale.
Esigenze principali: riconoscimento dello stress, integrazione delle esperienze vissute, recupero di stabilità ed energia.
Esigenze principali: chiarezza e centratura nelle decisioni, gestione del carico di responsabilità, prevenzione del sovraccarico e dell’isolamento del ruolo.
Esigenze principali: gestione del carico mentale, riduzione dello stress, mantenimento del senso e della connessione con il lavoro svolto.
Esigenze principali: supporto nei processi di adattamento, sviluppo di consapevolezza e protezione di sé, integrazione del ruolo.
Risultati
I risultati sono documentati attraverso feedback strutturati raccolti al termine di ogni ciclo. Le evidenze, prevalentemente qualitative, confermano benefici tangibili sia sul piano personale che professionale degli operatori coinvolti.
Tra i risultati più ricorrenti riportati dai partecipanti:
“… ho imparato come ricercare lo stato calmo nei momenti di confusione e difficoltà, ancorandomi al respiro che è sempre accessibile.”
“… ho capito che la meditazione è una pratica accessibile e ho fatto esperienza dell’essere più consapevole e presente a me stesso.”